Il PD che vorremmo a Spilamberto

2 novembre, 2013 at 10:30 am 1 commento

Aida la costituente
la democrazia
e chi ce l’ha

Aida, Rino Gaetano

Era domenica c’era un sole bellissimo ed eravamo al governo, un governo di centro sinistra, non destra centro e sinistra, centro e sinistra, stop.
Comunque lo ricordo come fosse adesso, eravamo nella saletta della piazza, si stavano organizzando le primarie avevo chiesto se ci fosse bisogno di dare una mano e ovviamente fui messo subito all’opera gomito a gomito con l’Aurora.
Stavamo eleggendo tutti insieme il nostro segretario, stavamo fondando tutti insieme il nostro partito, era domenica 14 Ottobre 2007

24 gennaio 2008 Mastella, De Gregorio e altri senatori ora indagati per corruzione fecero cadere il governo di un uomo che stimo, il padre di questo partito, Romano Prodi.
Il giorno dopo ero piuttosto abbattuto, dovetti scegliere tra lasciare il prendere parte o meno. E così la tessera, la mia prima tessera. L’ho rinnovata ogni anno, elezione dopo elezione governo dopo governo, e grazie a questa speranza rinnovata ho superato questi anni, ma quest’anno qualcosa si è rotto e mi sono bloccato.

Certo la causa non sono state le primarie tra Renzi e Bersani che certo ci hanno visti divisi su temi e diverse visioni di paese, ma che poi con nobiltà e stile ci hanno visto di nuovo uniti sotto la comune bandiera, la causa del blocco non è stato nemmeno il risultato elettorale di poche settimane dopo, la causa del blocco sono stati 101 parlamentari. Non parlamentari di altri partiti corrotti, ma nostri parlamentari consumati dal tatticismo e la strategia che poco hanno da spartire con noi e con me.

Oggi però sono qua, sono qua perché malgrado tutto questo partito è vivo, si mette in discussione e con la speranza e la voglia di rinnovamento si riaccende la possibilità. La possibilità e la speranza che il partito che avevano promesso a quell’Umberto di 6 anni fa possa davvero diventare motore di questo paese, dell’Italia intera a partire da Spilamberto stessa! Per questo oggi rifarò la tessera.

Immagine

Ringrazio Maurizio per la sua disponibilità e generosità nel essersi offerto di ricoprire questo ruolo , se vorrà avrà tutto il mio appoggio per costruire un PD che sappia essere civico. Un partito dalle porte spalancate, pensante e che davvero possa aiutare a parlare con le persone rispondendo a bisogni reali proponendo soluzioni originali e progressiste in grado di guidare la nostra comunità nei prossimi anni a testa alta guardando avanti con la stessa fiducia e forza di coloro che negli anni più bui hanno raccolto i cocci del nostro paese e l’hanno rimesso in piedi

Farò il massimo perché anche a Spilamberto il PD sia un partito che viva la realtà del territorio perché vive il territorio, una fucina di idee che faccia da cinghia di trasmissione tra cittadinanza e l’amministrazione. Senza paura ad aprirsi!

Sogno una sede aperta a tutti, che possa essere davvero sfruttata da giovani e associazioni, tutte le associazioni. Se non saremo in grado di fare entrare persone nuove in questa sede allora tanto vale venderla e stare solo in piazza, tornare nelle strade, non servono i mattoni per far politica, serve coraggio passione e idee!

Idee e proposte. Vorrei che gli iscritti non venissero chiamati solo a votare segretari locali, o interpellati per i turni della festa, vorrei che nel resto dell’anno venissero interpellati anche PRIMA che l’amministrazione prenda scelte significative e non DOPO, in modo da aiutare chi governa a correggere il tiro, offrirgli un punto di vista in più. Solo attraverso un confronto si può migliorare.
Vorrei che il Pd a Spilamberto diventasse davvero stimolo per l’amministrazione stessa, un entità non coincidente e sovrapposta, ma separata e dialogante. Due amici che vanno d’accordo, non dimostrano la propria amicizia perché uno identico all’altro, la dimostrano nella loro autonomia, la loro amicizia è feconda anche perché l’uno è in grado di correggere l’altro con sincerità.

Questo secondo me dovrebbe essere il PD anche qui. Sono tanti anni che milito in questo partito, ci sono stati momenti in cui sono rimasto deluso da quello che alcuni suoi dirigenti hanno dimostrato rispetto a quanto ho immaginato la prima volta che ho fatto la tessera, ma se si vogliono cambiare le cose non si deve abbandonare il campo, ci si deve mettere in gioco, in prima persona!

Maurizio l’ha fatto per la segreteria, io, Daniela e chi vorrà lo stiamo facendo per diventare il sindaco che avrà l’onere di portare Spilamberto al 2020.

La mia generazione è formata da ragazzi con contratti balordi, io ringrazio i sacrifici di mio padre e mia madre che mi consentono di essere qui, ma tanti devono a migrare prima per studio e poi per lavoro e così non è possibile, le cose devono cambiare.

Ognuno è chiamato a prendere parte non stare a guardare.
E’ tempo di osare.

Grazie

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Cassonetti con tessere e calotte: arrivederci amore ciao. Respirerò liberamente.

1 commento Add your own

  • 1. Gian Luigi Morotti  |  3 novembre, 2013 alle 12:38 am

    Il partito non esiste, esistono le persone che formano il partito. Bisogna ricordare che persone dabbene erano gli “stakeholder” della nostra provincia che era la terza + povera di italia nel 1950. Poi sono arrivati i terribili comunisti (spariti) che hanno portato in un quarto di secolo la nostra provincia ad essere una delle + ricche di europa. Un ossimoro. Sono le persone che scelgono il futuro. Il partito non esiste. Esisterebbe se ci fosse una cultura legata ad un idea di futuro condivisa e sperata. Vorrebbe dire che ci sarebbero scuole di partito ed allora solo per il fatto di esserci scuole esso esisterebbe come punto nodale di relazioni. Questo c’era: oggi ho sentito dire da un pensionato che era tra i tecnici che misero a punto il Programma 101 il primo personal computer della storia nato OLIVETTI (il 1964!) che se c’è un pò di cultura qualcosa nasce perchè è naturale, la natura è fatta così. Parole saggie, anzi di più parole che sono il nostro futuro. Dove c’è culturA qualcosa nasce. E’ naturale.

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#1887 #1987 #87 La nostra ambizione è fondare gli Stati Uniti d'Europa, la bella notizia è che Emma Bonino è con noi. #direzionepd @partitodemocratico @piueuropa “Ogni pensiero può cambiare il destino,
persino un bambino sa farlo,
basta avere un sogno,
e poi stringerlo in pugno,
vedrai si avvererà.” "Mamma, papà, mi sono innamorato: si chiama Giuseppe!" Ecco precisamente otto anni fa in casa con queste parole facevo il coming out più difficile. Prima mia madre poi, una volta salite quelle scale, mio padre. Lo ammetto, mi aspettavo un abbraccio, un invito a cena o qualcosa del genere, e invece mi schiantai a tutta velocità contro un "ci hai deluso", un "sarebbe stato meglio un tumore" e altre esternazioni che col tempo ho rimosso. Fortunatamente le cose da allora stanno migliorando. Siamo cresciuti, tutti. Se oggi sono qui raccontarlo lo devo ad alcune convinzioni e persone. La prima Is.43 "tu sei prezioso ai miei occhi", la seconda mia sorella presente da sempre, a ruota mio cognato e davvero tanti altri amici e parenti che si sono resi strumenti d'amore e non di sofferenza. A loro il mio grazie. Sono felice perché oggi (finalmente) ci siamo messi d'accordo per una pizzata insieme: è un evento. Mamma e papà, ci sono voluti otto anni, ma finalmente ci siamo, insieme. Grazie.
Spero che queste poche parole possano essere d'aiuto a quelle ragazze e quei ragazzi che oggi soffrono per colpa di pregiudizi inculcati nella testa dei loro genitori da una educazione disumana disumanizzante e che le stesse parole possano aiutare quelle madri e quei padri che soffrono perché "mal-educati" per questo ancora incapaci di abbandonare aspettative, preconcetti e falsi dogmi per abbracciare pienamente l'amore dei propri figli amandoli così come sono felici perché semplicemente esistono. 
Un grazie particolare a Max Gazzè, quel giorno per tutto il giorno ascoltai una sua canzone "splendere ogni giorno il sole". Wow! Anno intenso, di grazia e chissà il prossimo. Grazie! #bestnine2017 #2017 "Al pascolo si sedeva per terra e le controllava dall'alto, intagliando un legnetto con il coltello a serramanico.
- Non puoi star lí, - mi disse, l'unica volta che mi parlò.
- Perché? - chiesi.
- Pesti l'erba.
- E dov'è che posso stare?
- Di là.
Indicò l'altra sponda del torrente." Paolo Cognetti, Le otto montagne.
#montagna #monterosa #cognetti #einaudi
grazie agli scout la possibilità di veder chiari certi luoghi impressi nel cuore.

@puntoeinaudimilano